Andrea Camilleri, Ugo Cornia, Laura Pariani, Ermanno Rea, Francesco Recami, Fabio Stassi
Articolo 1. Racconti sul lavoro
Sei scrittori s’interrogano, con i loro racconti, sul destino del lavoro. Storie di persone in cui risorge, nonostante le favole da fine lavoro, l’
homo faber, il lavoro come prima sostanza umana.
Che fine hanno fatto le promesse da uomo nuovo di flessibilità, le accelerazioni vertiginose della globalizzazione e tutti gli scenari futuribili della cosiddetta «fine del lavoro»? Questi mutamenti non sembrano aver fatto presa sulla fantasia letteraria dei sei autori dei racconti che compongono questa antologia. Non predominano vicende di precariato, non drammi collettivi segnati dal vuoto di prospettive, non storie di crudo sfruttamento della parte debole, nemmeno si sparge l’ottimismo edificante dell’inventiva individuale e delle sue avventure a lieto fine. Al contrario, ciascuno di questi autori, scrive storie che rappresentano il lavoro nella sua forma più profonda ed eterna, nei suoi aspetti che fanno radice in una generale condizione umana piuttosto che nei rivolgimenti dell’economia e dell’organizzazione produttiva.
Il racconto di Andrea Camilleri è una specie di parabola buffa: ciò che successe a Tano Cumbo, improvvisamente disoccupato, sembra l’allegoria di una mutazione di genere e sostanza. Ugo Cornia, nell’autobiografismo dell’impiego estivo di un sedicenne dentro una fabbrica di lamiere, vede un’intera vicenda di formazione piena di malinconia e di gratitudine, l’epica del frammento di vita e la lirica del quotidiano nel lavoro. I contadini montanari di Laura Pariani ricordando, davanti al bicchiere, i mestieri li svelano come una generale concezione del mondo pessimistica e paziente: le promesse del mattino della vita che la vita è pronta a sbranare. Quella di Ermanno Rea è una migrazione che si sposta dai luoghi dello spazio a quelli dell’anima: il legame tra il professore bibliofilo e il suo tuttofare emigrato polacco sembra proiettarli in una dimensione di superiore umanesimo grazie alla riscoperta del sapere delle mani che produce insieme precisione, utilità e bellezza. L’ironia spietata di Francesco Recami trova la beffa e lo smacco che attendono ogni esistenza nel desiderio di una attualissima impiegata delle poste che vuole adeguarsi alla nuova «carta dei servizi offerti» al cliente-utente. E per Fabio Stassi, quasi hemingwayanamente, «il figlio del re», l’ultimo dei rais delle tonnare siciliane, può ritrovare la magnanimità che gli spetta, solo intrecciando la sua sorte a quella dei tonni snaturati dalla tecnologia della pesca.
Andrea Camilleri
Andrea Camilleri (Porto Empedocle, 1925), regista di teatro, televisione, radio e sceneggiatore. Ha insegnato regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Ha pubblicato numerosi saggi sullo spettacolo e il volume, I teatri stabili in Italia (1898-1918). Il suo primo romanzo, Il corso delle cose, del 1978, è stato trasmesso in tre puntate dalla TV col titolo La mano sugli occhi. Con questa casa editrice ha pubblicato: La strage dimenticata (1984), La stagione della caccia (1992), La bolla di componenda (1993), Il birraio di Preston (1995), Un filo di fumo (1997), Il gioco della mosca (1997), La concessione del telefono (1998), Il corso delle cose (1998), Il re di Girgenti (2001), La presa di Macallè (2003), Privo di titolo (2005), Le pecore e il pastore (2007), Maruzza Musumeci (2007), Il casellante (2008), Il sonaglio (2009), La rizzagliata (2009), Il nipote del Negus (2010, anche in versione audiolibro), Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta (2011), La setta degli angeli (2011); e inoltre i romanzi con protagonista il commissario Salvo Montalbano: La forma dell'acqua (1994), Il cane di terracotta (1996), Il ladro di merendine (1996), La voce del violino (1997), La gita a Tindari (2000), L'odore della notte (2001), Il giro di boa (2003), La pazienza del ragno (2004), La luna di carta (2005), La vampa d'agosto (2006), Le ali della sfinge (2006), La pista di sabbia (2007), Il campo del vasaio (2008), L'età del dubbio (2008), La danza del gabbiano (2009), La caccia al tesoro (2010), Il sorriso di Angelica (2010), Il gioco degli specchi (2011).
Premio Campiello 2011 alla Carriera, Premio Chandler 2011 alla Carriera.
Ugo Cornia
Ugo Cornia è nato a Modena (1965) dove vive. Con il libro Sulla felicità a oltranza, pubblicato in questa collana nel 1999, ha vinto il Premio Bergamo 2001. Con questa casa editrice ha pubblicato, inoltre, Quasi amore (2001) e Roma (2004).
Laura Pariani
Laura Pariani (Busto Arsizio, 1951) vive a Turbigo (Milano) e insegna nelle scuole superiori. Per il suo primo libro, Di corno o d'oro, ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour 1994, il Premio Donna Città di Roma opera prima e il Premio Piero Chiara. Con questa casa editrice ha pubblicato Di corno o d'oro (1993) e Il pettine (1995).
Ermanno Rea
Ermanno Rea, napoletano, risiede a Roma dove si trasferì nel 1957. Ha scritto: Il Po si racconta (il Saggiatore, 2000); L'Ultima lezione (Einaudi, 1992). Mistero napoletano (Einaudi, 1995); Fuochi fiammanti a un'hora di notte (Rizzoli, 1998); La dismissione (Rizzoli, 2006); Napoli Ferrovia (Rizzoli, 2007). Ha vinto il Premio Viareggio (1996) e il Premio Campiello (1999).
Francesco Recami
Francesco Recami (Firenze, 1956) con questa casa editrice ha pubblicato L'errore di Platini (2006), Il correttore di bozze (2007), Il superstizioso (2008, finalista al Premio Campiello 2009), Il ragazzo che leggeva Maigret (2009), Prenditi cura di me (2010, Premio Castiglioncello 2010 e Premio Capalbio 2010) e La casa di ringhiera (2011).
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