Corrado Alvaro
Cara Laura
Dai lunghi soggiorni all'estero di Alvaro, giornalista e corrispondente, le epistole alla moglie si offrono come un'oasi di felicità in mezzo alle tempeste del secolo.
A cura di Marinella Mascia Galateria
Nota di
Giuseppe Strazzeri
Corrado Alvaro conobbe Laura Babini durante la prima guerra mondiale. Si sposarono nel 1918. Dopo, il lavoro di Alvaro giornalista e corrispondente per grandi giornali, gli impegni letterari, le persecuzioni del fascismo, lo portarono a frequenti viaggi in Italia e all'estero. Lunghi soggiorni (Mosca, le città del Volga, Parigi, la Scandinavia, tante città italiane, la clandestinità nascosto in piccoli e anonimi centri, la Napoli ferita dalla guerra) dai quali, con infallibile regolarità, quasi ogni giorno scriveva alla moglie lontana, per tutti i quaranta anni della loro forte unione. Ed è questo carteggio, monologo poiché mancano le risposte di Laura a Corrado, in cui - con la precisione e la palpabilità quasi materiale, che è del resto propria della scrittura di Alvaro: «immagini - ne diceva Cecchi - di una verità inoppugnabile» - si condensa un matrimonio. Laura era bellissima, nonché traduttrice di garbo, e Alvaro un affermato scrittore e una «firma» ricercata, eppure le immagini di questo matrimonio ci presentano null'altro che un matrimonio. Un matrimonio felice, mentre fuori infuriano le tempeste del secolo.
Corrado Alvaro (San Luca, Reggio Calabria 1895-Roma 1956), poeta, narratore, giornalista, diarista, saggista, ha lasciato nei suoi scritti un'appassionata testimonianza dell'Italia tra le due guerre e della Ricostruzione. Tra le sue opere: Gente in Aspromonte (1930), L'uomo è forte (1938), Itinerario italiano (1939), Quasi una vita (1946), Il nostro tempo e la speranza (1952), Ultimo diario (1948-56) (1959), Mastrangelina (1960), Tutto è accaduto (1961). Questa casa editrice ha pubblicato: L'Italia rinunzia? (1986) e La signora dell'isola (1988), oltre ai testi compresi in Delle cose di Sicila I ( 1980) e IV (1986).