Claudio Strinati
Il mestiere dell'artista. Da Giotto a Leonardo
Dalla radio al libro. Ambrogio Lorenzetti, Masaccio, Antonello e il suo doppio Zanetto, Beato Angelico e Filippo Lippi, Botticelli, Michelangelo. L'arte italiana dal Trecento al Cinquecento.
L’inventore fu Giotto, il primo autore forse che si distacca netto dall’anonimato dell’opera, e si distingue per lo stile personale dalla maniera collettiva; il periodo del suo trionfo, l’Umanesimo e il Rinascimento: è allora che il mestiere dell’artista si impone e si precisa con una successione strabiliante di geni: Ambrogio Lorenzetti, che scopre la città personaggio, Masaccio il misterioso, l’Anonimo del Trionfo della morte, Antonello e il suo doppio Zanetto, Pisanello pittore di favole, il borghese Gentile da Fabriano, Bellini re della prospettiva, Beato Angelico e Filippo Lippi, l’ordinato e il convulso, Botticelli e il dominio dello stile, fino a Michelangelo che scopre nuovi territori dell’espressione. Ciascuno ha il suo tratto, è questa la straordinaria novità del periodo, la sua «aria», che lo storico dell’arte Strinati individua e descrive in una formidabile galleria.
Claudio Strinati, nato a Roma nel 1948, lavora nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali come Dirigente Generale di Staff. È stato l’ideatore della mostra sul Caravaggio alle Scuderie del Quirinale tenuta, con notevole successo, nel 2010. Ha curato numerose mostre in Italia e all’estero. È esperto d’arte rinascimentale e barocca. Questa casa editrice ha pubblicato Il mestiere dell’artista. Da Giotto a Leonardo (2007), Da Raffaello a Caravaggio (2009) e Dal Caravaggio al Baciccio (2011).