
In occasione dei 40 anni dalla fondazione di questa casa editrice ci piace riproporre alcuni titoli che, a nostro giudizio, hanno rappresentato dei punti cruciali della nostra storia editoriale.
Un’ipotesi dell’autore – una giustificazioneper un modo di raccontare così allusivo – è che questo libro potrebbe servire da guida per un amante di percorsi incongrui. E vi è certo dell’incongruo in questa ricerca di un amico disperso, ombra di un passato segnato – s’indovina – da una qualche definitiva rottura; in quest’India conosciuta solo nelle camere d’albergo, negli ospedali, e che pure balugina attraverso i colloqui essenziali con profeti incontrati sui pullman, con gesuiti portoghesi, con gnostici di una società teosofica. Ma è un’incongruità che dall’esplicitarsi di suggerimenti, da concomitanze che si rivelano necessarie, si riordina a metodo. È il lato notturno e occulto delle cose il tema di Notturno indiano. (1984)
Antonio Tabucchi (Pisa, 1943) è uno degli scrittori italiani più noti nel mondo. Tra i suoi libri: Piazza d'Italia (Milano, 1975); Il piccolo naviglio (Milano, 1978); Il gioco del rovescio (Milano, 1981); Piccoli equivoci senza importanza (Milano, 1985); Il filo dell'orizzonte (Milano, 1986); I dialoghi mancati (Milano, 1988); Un baule pieno di gente (Milano, 1990); L'angelo nero (Milano, 1991); Requiem (Milano, 1991). Con questa casa editrice ha pubblicato Donna di Porto Pim (1983), Notturno indiano (1984), I volatili del Beato Angelico (1987), Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa (1994), Sogni di sogni (1992). Ha curato l'edizione italiana dell'opera di Fernando Pessoa e ha tradotto le poesie di Carlos Drummond de Andrade (Sentimento del mondo, Torino, 1987). Nel 1987 gli è stato attribuito in Francia il premio Médicis Etranger per Notturno indiano.