
I polizieschi di Glauser portano in una Svizzera degli anni Trenta, piovosa e malinconica come una vecchia fotografia, in un universo periferico di vite fragili e spezzate prigioniere di intrighi spesso grotteschi, a tratti visionari.
Il sergente Studer, anziano investigatore della polizia di Berna, è la creazione letteraria di uno spirito anarchico dalla vita maledetta e dall’ispirazione amara, convinto che il giallo rimanesse «l’unico mezzo per diffondere idee ragionevoli»; i suoi polizieschi espressionisti ed esistenziali portano in una Svizzera degli anni Trenta, piovosa e malinconica come una vecchia fotografia, in un universo periferico di vite fragili e spezzate prigioniere di intrighi spesso grotteschi, a tratti visionari.
Il sergente Studer
Un omicidio che sembra un suicidio in un paesotto svizzero affondato negli anni Trenta, grottescamente pieno di insegne e botteghe risuonanti di musichette allegre: «una situazione spettrale». Studer deve penetrare un microcosmo chiuso nei suoi odi e nei suoi misteri, dietro un assassino che in fondo desidera essere smascherato e anela di espiare il suo rimorso.
Krock & Co.
Nell’albergo di un paesino nella regione dell’Appenzell, un giovane è ucciso con un raggio di bicicletta. Studer è lì, in gita con la famiglia, e inizia a indagare. Mentre affronta le atmosfere ambigue e le psicologie bizzarre segnate dall’isolamento montanaro, un nuovo morto: stavolta è un forestiero, proprietario di un’agenzia d’affari di San Gallo, la Krock & Co., cui è indirizzato un pacchetto di buste senza lettere. Si tratta di decifrare più le psicologie che gli indizi.
Il grafico della febbre
Un frate dal fare ambiguo si presenta a Studer e gli preannuncia un duplice omicidio che si verifica immancabilmente. Vittime: due donne. Accanto ai cadaveri, un grafico della febbre e un gioco di carte interrotto (solitario o cartomanzia?). Dalla Svizzera a Parigi al Marocco, l’indagine trascina il pigro sergente nell’ambiente della Legione straniera.