
Sulla casa di campagna del nonno nelle montagne delle Madonie, regna Nino il Contadino, un guardiano-ortolano di saggezza agreste e filosofica pigrizia. Attorno storie di personaggi minori, abitanti di un mondo in apparenza dormiente, di comica assurdità, in realtà attraversato da una sotterranea corrente di intercomunicabilità, che si trasmette come un sorriso di tolleranza verso ogni cosa.
«Ironico, elegante, diretto» (Andrea Camilleri).
Il «sistema narrativo» di Nino Vetri è stato definito da Andrea Camilleri in questo modo: «ordinare una dopo l’altra tante piccole tessere, in ognuna delle quali è contenuta una microstoria compiuta, sino a formare un vasto, movimentatissimo, coloratissimo affresco». Di tali affreschi, l’ultimo è questo Sufficit. Sulla casa di campagna del nonno nelle montagne delle Madonie, regna Nino il Contadino, un guardiano-ortolano di saggezza agreste e filosofica pigrizia. Attorno si affollano storie di personaggi minori. Abitanti di un mondo in apparenza dormiente, di comica assurdità, in realtà attraversato da una sotterranea corrente di intercomunicabilità, che si trasmette come un sorriso di tolleranza verso ogni cosa.
Nino Vetri è nato a Palermo nel 1964. Suona nel gruppo «La banda di Palermo». Con questa casa editrice ha pubblicato Le ultime ore dei miei occhiali (2007), Lume Lume (2010) e Sufficit (2012).