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Stoccolma è sconvolta da una serie di omicidi a sfondo sessuale. Le vittime sono delle bambine innocenti, adescate mentre giocano nei parchi della città. I pochi testimoni le hanno viste intrattenersi amichevolmente con un uomo. Evidentemente lassassino riesce a guadagnare la loro fiducia. Il commissario capo della polizia di Stoccolma Martin Beck coordina la squadra degli investigatori tra intuizioni e problemi personali dei suoi uomini, e le incertezze e i ricordi suoi propri. Beck, come diceva Maigret di se stesso, «non pensa mai»; segue tenace e pesante le tracce che il lavoro gli porge: il lavoro di strada, sui testimoni fortuiti e distratti, sugli ambienti che si riesce a circoscrivere. E aspetta che qualcosa succeda nellinchiesta: ed è questo, aspettare, la sua abilità principale; insieme alla memoria. Magari qualcosa a cui nessuno aveva badato allinizio che si connette a un nuovo indizio. Questa terza inchiesta di Martin Beck, dopo i casi narrati in Roseanna e Un assassino di troppo, fu scritta nel 1967. Siamo dunque allorigine del romanzo poliziesco scandinavo, con la sua storia iniziata proprio dalla coppia Sjöwall-Wahlöö negli anni Sessanta, sicuri capostipiti del successo, oggi, di Mankell. Un sottogenere a suo modo autonomo, la cui riconoscibilità deriva verosimilmente dal contrasto che lo anima. Abbiamo una società ordinata e pulita, dentro cui il crimine taglia profondamente come la lama che affonda nel burro. Delitti gelidi e solitari, del tutto superflui, compiuti da killer confusi nellanonimato di una vita in apparenza irreprensibile e uguale alle altre, che sollevano perciò domande angosciose e poco pratiche. In cui il difficile non è tanto trovare il disegno di una logica psicotica o maligna, quanto riuscire a intravedere quella differenza, quella crepa in una superficie sociale omogenea che riesca ad avviare la pista. E i detective sono antieroi, che non vedono lora della pensione; e cercano come si cerca la polvere sotto i tappeti di una casa ossessivamente pulita con la frustrazione di essere i soli a conoscerne la presenza. Navigatori di un malessere opaco e diffuso.
Maj Sjöwall (1935) e Per Wahlöö (1926-1975), moglie e marito, hanno scritto la serie dei dieci romanzi dellispettore Martin Beck: tradotta in una trentina di lingue e soggetto di film e telefilm. Una collaborazione con un fine anche politico: la denuncia della società neocapitalistica svedese. Questa casa editrice, che ne ha già pubblicati quattro: Roseanna (2005), Un assassino di troppo (2005), Il poliziotto che ride (2007), L'autopompa fantasma (2008), Omicidio al Savoy (2008) e L'uomo che andò in fumo (2009), riproporrà tutta la serie.
Altri titoli in catalogo.
Roseanna
Un assassino di troppo
Il poliziotto che ride
L'autopompa fantasma
Omicidio al Savoy
L'uomo che andò in fumo
I primi casi di Martin Beck
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