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«Ad appena ventanni ho fondato una casa di moda. Non fu la creazione di un artista né quella di una donna daffari, ma lopera di un essere che cercava solo la libertà». Si conclude così la biografia che Coco Chanel raccontò alla scrittrice Louise de Vilmorin, protagonista delle serate letterarie e mondane dei salotti del tempo, perché questa ne desse una versione letteraria e brillante. Sicché, più che una vera biografia, è un racconto o un romanzo biografico. Non va oltre linfanzia, ladolescenza e la prima gioventù della grande stilista, e termina quando ella è sul punto di affermare, sulla moda delle nappe, delle passamanerie, dei busti, dei cappelli monumentali e dei vitini di vespa, il suo messaggio liberatorio. Non tutto delle confidenze di Coco corrisponde al vero. Più che la sua vita, ne è una versione avventurosa e alterata. Ma la svela come avrebbe voluto che fosse e come lei avrebbe voluto essere vista, cioè una donna romantica e frivola in lotta, tenacemente con le sue armi femminili, per la libertà. In questo, sicuramente falsa nelle circostanze ma assolutamente vera nello spirito, come poi la vita di Coco si riservò di provare.
Louise de Vilmorin (Verrières, 1902-1969) dopo il primo romanzo, Sainte-Unefois (1934), ha scritto poesie, racconti e romanzi, tra cui Le lit à colonnes, Julietta. Animatrice di salotti letterari e mondani, il «pot au feu» - così era detta la serata domenicale nel «Salon bleu» del suo castello - riuniva scrittori artisti musicisti e cineasti. Numerosi i film tratti dai suoi romanzi. Da I gioielli di Madame de *** (pubblicato da questa casa editrice nel 1993) Max Ophüls trasse un film con Vittorio De Sica e Danielle Darrieux. Sellerio ha pubblicato anche La lettera in un taxi (2000).
Altri titoli in catalogo.
I gioielli di Madame de***
La Lettera in un taxi
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