L'idiota di famiglia

L'idiota di famiglia

Dall’autore del caso letterario La ricreazione è finita. Il disagio di una generazione un po’ sgangherata in un romanzo stratificato che è a un tempo satira, romanzo politico e ritratto familiare.

«Immaginate di aver avuto come padre il meno conciliante dei filosofi della Scuola di Francoforte, prima di giudicare se non potevo diventare una persona un po’ più risolta: una persona che pensi a vivere, per esempio, anziché incastrarsi sempre tra le parole».
Igor, poco più che quarantenne, ha sempre avuto un rapporto complicato con il padre, a partire dal suo lavoro di traduttore americanista che Herr Professor – russofilo, vetero-comunista, soprannominato così per il suo rigore intransigente – ha sempre disprezzato. Per fortuna, però, padre e figlio vivono in città diverse, e le occasioni di scontro sono limitate al minimo. Le giornate di Igor si somigliano un po’ tutte, tra le piccole frustrazioni del traduttore e una certa insofferenza per la nuova piega che ha preso la vita della compagna Marta, recentemente reinventatasi intellettuale femminista. Almeno finché non è chiamato a fronteggiare una crisi più urgente: un messaggio della sorella Ester lo informa che la salute del padre sta peggiorando, la demenza senile avanza implacabile. E Igor, tornato a Viareggio, si trova suo malgrado ad affrontare una crisi familiare che lo costringerà a rimettere insieme i brandelli di due vite, la propria e quella di Herr.
L’idiota di famiglia è un romanzo multiforme, dove il personale diventa collettivo e la vicenda individuale si fa storia di un intero secolo. Dalla caduta del Muro di Berlino alla discesa in campo di Berlusconi, e poi indietro, fino alle leggendarie Tre Giornate del 1920, quando si sognò di fare il socialismo in Versilia: la vita e le ossessioni di Herr si elevano a rappresentazione del Novecento con i grandi sogni e le delusioni più amare. E poi, accanto alla politica, si erge la letteratura con i suoi giganti Dostoevskij e Cervantes, forse l’unica forza in grado di resistere al decadimento e di trasformare nel profondo la realtà.
Con sarcasmo e tenerezza, tra pagine comiche e passaggi commoventi, Ferrari affronta il rapporto tra padri e figli, le incomprensioni, i conflitti, gli affetti, osservandoli nel momento più difficile: quello in cui i ruoli si capovolgono. E per farlo ci trascina nelle esilaranti storture del mondo culturale, raccontandoci il disagio di una generazione un po’ sgangherata in un romanzo stratificato che è a un tempo satira, romanzo politico e ritratto familiare.

17 Febbraio 2026

La memoria n. 1366

528 pagine

EAN 9788838949272

In libreria dal: 17 Febbraio 2026

Autore

Dario Ferrari è nato a Viareggio, ha studiato filosofia a Pisa dove ha conseguito un dottorato di ricerca. Ha esordito nella narrativa con La quarta versione di Giuda (2020).

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