Uno straordinario romanzo di Alessandro Barbero da tempo introvabile. La Francia di fine Ottocento attraverso il racconto dell’ultima giornata del pittore Toulouse-Lautrec prima del ricovero forzato in ospedale.
In una gelida mattina di febbraio del 1899 Toulouse-Lautrec, barcollante per il molto alcool che già aveva in corpo, discende rue Lepic a Montmartre. Lui, l’artista che ha dipinto il ritratto eterno della Belle Époque mediante le carni sciupate delle ballerine e i tristi desideri dei clienti di café e bordelli, l’ultimo conte di uno dei più antichi casati di Francia, generoso dissipatore in ogni stravizio delle immense fortune di famiglia, Monsieur Henri è lì per incontrarsi con una giovanissima dai capelli rossi: «ci andava matto per le rosse». Con il pince-nez e il bastone, a sorreggere le gambette corte corte, pregusta l’odore di quella pelle lentigginosa, e insegue anche una curiosità: spiegarsi l’insolita ritrosia della ragazza a farsi ritrarre. La timida Yvonne, danseuse del Rat Mort (lo stesso locale che riempirà uno degli ultimi quadri di Lautrec), in cuor suo trepida attendendolo e fantastica sull’incontro, come potrà cambiare il suo futuro quell’uomo gentile, a suo modo delicato, storpio ma così ricco. Ma Monsieur Henri non arriva, ha un terribile attacco di delirium tremens, vede l’amico Van Gogh morto da anni, ragni e topi rosa lo assalgono, spara; e accorre la piccola Yvonne, portandolo al riparo nel bordello lì vicino, proprio lì dove il pittore aveva abitato a lungo. Così inizia nell’immaginazione di Alessandro Barbero quella che è forse l’ultima avventura di Toulouse-Lautrec, fino al ricovero psichiatrico dopo il quale non sarà più lo stesso per il tempo rimastogli da vivere. Una giornata agitata e grottesca che si srotola in quello che era l’habitat naturale dell’uomo e dell’artista: tra locali e maison, l’atelier, vicoli di artisti e sbandati di ogni risma, donnine, autorità ridicole e minacciose, benpensanti offesi, gazzettieri in cerca di scandali, la contessa madre incombente: una sarabanda di personaggi rappresentanti la società del tempo. E in parallelo, con una presa cinematografica, la corsa di Yvonne per le vie di Parigi che scivolano sotto i suoi occhi. Alessandro Barbero è un narratore con gli occhi dello storico. Così, mentre inscena la malinconica fame di vita e di realtà di Toulouse-Lautrec, si profila, nei dialoghi e negli atti della gente intorno, l’epoca com’era vissuta dai contemporanei: il caso Dreyfus, i conati di autoritarismo, il nazionalismo inarrestabile, l’antisemitismo che lo motiva e lo alimenta: tutta la fragilità di un’epoca che vuole apparire scintillante.
10 Novembre 2026
La memoria n. 1395
304 pagine
EAN 9788838950728
In libreria dal: 10 Novembre 2026Alessandro Barbero, nato a Torino nel 1959, è stato professore ordinario presso l’Università del Piemonte Orientale a Vercelli. Studioso di storia medievale e di storia militare, ha pubblicato fra l’altro libri su Carlo Magno, sulle invasioni barbariche, sulla battaglia di Waterloo, fino al recente Lepanto. La battaglia dei tre imperi (2010). È autore di diversi romanzi storici, tra cui: Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo (Premio Strega 1996) e Gli occhi di Venezia (2011). Questa casa editrice ha pubblicato Federico il Grande (2007, 2017), Il divano di Istanbul (2011, 2015), Alabama (2021), Poeta al comando (2022), Brick for stone (2023), Romanzo russo (2024) e L'ultimo rosa di Lautrec (2026).