Una terrorista con deliri di grandezza. Un’adolescente in cerca del proprio posto nel mondo. Un ritratto generazionale della Spagna degli anni Ottanta, segnata dalla violenza politica e dai sogni di libertà. Il nuovo romanzo dell’autrice di La figlia, vincitore del Premio Dashiell Hammett per il miglior noir spagnolo.
La chiamavano Tigresa, la «Tigre», fu una terrorista sanguinaria, capace di catalizzare l’attenzione dei media tanto per i suoi attentati quanto per la sua bellezza. Sono gli anni Ottanta: gli anni della guerra sporca tra il terrorismo dell’ETA, l’organizzazione che lottava per l’indipendenza dei Paesi Baschi, e il terrorismo di Stato. La storia della Tigre, costellata di chiaroscuri, si intreccia con quella di Miren, una adolescente che si sforza di apparire normale in una famiglia che normale non è, con un padre temuto e da temere, un poliziotto della vecchia scuola invischiato nei GAL, i Gruppi Antiterroristici di Liberazione, squadroni della morte composti da poliziotti spagnoli in borghese e nostalgici della dittatura di Franco. Ovunque Miren posi lo sguardo – sugli amici, sul ragazzo che le piace, persino su suo padre – tutti appaiono divisi, costretti a schierarsi da una parte o dall’altra, come belve feroci in una lotta fino alla morte. Come nel romanzo La figlia, Clara Usón mostra in queste pagine una profonda attrazione per il male: per come si manifesta, per i suoi volti umani e disumani, per l’insano magnetismo del suo fascino. La sua scrittura sembra spesso voler scrutare la potenza dei dogmi, quelle cieche convinzioni che ci siamo imposti come principi di vita. Dogmi politici, culturali, religiosi, personali, che ci intossicano e ci trascinano in luoghi sempre più oscuri. Uno di questi dogmi è la Patria, ossessione romantica e veleno letale. La Patria da conquistare, o da salvare, da difendere a tutti i costi. Le belve è un romanzo appassionante e teso, documentato e di minuzioso rigore, in perfetto equilibrio fra fatti reali e invenzione letteraria. Contiene uno sguardo profondo sull’intimità del terrorismo, ritraendo con intensità una generazione scossa dalla violenza, incarnata in due donne le cui vite si legano indissolubilmente a un assassinio irrisolto. Nel cuore di un conflitto di armi e di idee, in cui vennero scritte alcune delle pagine più abominevoli della storia recente.
27 Gennaio 2026
Il contesto n. 175
320 pagine
EAN 9788838949289
In libreria dal: 27 Gennaio 2026Clara Usón è nata nel 1961 a Barcellona. Autrice di sette romanzi, all’esordio nel 1998 ha vinto il Premio Lumen e nel 2009 il Premio Biblioteca Breve Seix Barral con Corazón de napalm. È stata riconosciuta dalla critica spagnola come una delle maggiori scrittrici contemporanee, dotata di una grande creatività e di un’originale sensibilità espressiva, che fanno di lei una «degna erede di Čechov» (El Mundo). Con questa casa editrice ha pubblicato La figlia (2013), un caso letterario in Italia, e un grande successo di critica e di pubblico, Valori (2016), L'assassino timido (2019) e Le belve (2026), Premio Dashiell Hammett per il miglior noir spagnolo.
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