Con Resistenza, Alberto Manguel firma il suo libro più politico, più personale, attuale e urgente, interrogandosi sul ruolo della letteratura nell’epoca della post-verità. E dalle riflessioni sul rapporto tra scrittura e verità, tra politica e letteratura, nasce un tributo appassionato al potere illuminante della parola scritta.
«Perché si scrive? Alcune occupazioni hanno un’evidente raison d’être. Ma la scrittura appartiene a un altro ambito dell’attività umana, e le sue ragioni sono meno evidenti. A posteriori, Don Chisciotte e Il giardino dei ciliegi giustificano i loro creatori, i quali forse non erano stati in grado di farlo da soli a priori. Nel mio caso, questa domanda mi ha portato a riflettere sulle possibili necessità e conseguenze di quel che faccio. È facile per me spiegare i benefici della lettura in quanto attività sociale e di formazione dell’io, ma non posso fare altrettanto con la scrittura, specialmente la mia. Questo libro è un tentativo, se non di dare una risposta convincente al quesito, quanto meno di inquadrarlo per poter riflettere su quali siano il mio posto e il mio ruolo nel nostro vasto e sconcertante universo».
La letteratura, la letteratura tutta (di chi narra, o fa storia o scienza, arti visuali o poeta, e anche di chi legge e trasforma ciò che ha letto) è resistenza. Perché è empatia, un mettersi sempre nei panni dell’altro. L’empatia dello scrittore che crea una situazione attraverso l’immaginazione, e l’empatia del lettore che, sempre attraverso l’immaginazione, comprende il testo e lo completa per se stesso. Delle molte forme di resistenza che la letteratura manifesta, Alberto Manguel compie un’analisi-riflessione, itinerante in un uno spazio sconfinato di letture: dalla sumerica Epopea di Gilgameš alle visioni attuali sulle intelligenze artificiali.
20 Ottobre 2026
Il divano n. 354
248 pagine
EAN 9788838950506
In libreria dal: 20 Ottobre 2026Alberto Manguel è nato a Buenos Aires (1948) ma è cresciuto in Israele, dove il padre era ambasciatore, e ha vissuto in molti paesi. Narratore, scrittore, traduttore e critico, allievo di Borges, dal 2015 al 2018 è stato direttore della Biblioteca Nazionale di Buenos Aires. Nel 2020 si è trasferito a Lisbona. Accademico dei Lincei, ha pubblicato numerosi libri, tra cui: Con Borges (2005); Diario di un lettore (2006), con cui ha vinto il Premio Grinzane Cavour 2007, Stevenson sotto le palme (2007); Al tavolo del Cappellaio Matto (2008); L’amante puntiglioso (2009); Il libro degli elogi (2009); Il ritorno (2010); Una vita immaginaria (2011); Una storia naturale della curiosità (2015); Vivere con i libri. Un’elegia e dieci digressioni (2018). Con Sellerio Don Chisciotte e i suoi fantasmi (2023), Il rovescio dell'arazzo. Note sull'arte della traduzione (2024) e Resistenza (2026).