È nei momenti di estrema disgrazia che ogni individuo può contare sulla sua forza. Ma questa forza non è mai insegnata. Non esiste insegnamento o credenza che possa dare questa forza, sopratutto nei giorni della vita in cui tutto crolla. Nelle vite fatte di crolli, su crolli, su crolli. Come ogni volta che leggo un libro di Statovci, ne esco distrutto. Distrutto perché non c’è fine e non c’è speranza, e non c’è nessun bisogno dell’autore di farci credere che forse, in qualche modo, lì fuori, a un certo punto tutto migliorerà. I personaggi si mescolano, non si capisce più niente. Chi è l’autore, chi è il personaggio, chi è il lettore e chi sei tu. Quale è il ruolo che scegli oggi? Quale è il ruolo che ti assegnano oggi? Statovci racconta la violenza di chi non vuole appartenere a niente, a cui niente appartiene. E come sempre, Statovci scrive di violenza e di quella violenza che ti crea. La violenza che è venire al mondo e la violenza che ti insegna il mondo, e la violenza che ti fa amare il mondo e la violenza che ti fa desiderare tutto ciò che devi non volere. E ti chiedi, ma chi saresti senza tutto questo? Il personaggio-autore-persona-entità che desidera, convive col desiderio di morte che solo l’illusione della stabilità identitaria può suscitare nella persona. Il desiderio di morte è esso stesso il desiderio più grande che sente il personaggio-autore-persona-entità, e lo insegue in ogni momento della sua vita. La violenza è vivere in un paese diverso dal tuo, mentre quello che ti lasci alle spalle vive ancora lì, nel passato. Alla violenza punitiva, alla violenza educativa, alla violenza del silenzio, alla violenza dell’eterosessualità, alla violenza della famiglia nucleare. L’eclatante domanda di come fare ad esistere. Dopo le disgrazie, dopo la vita stessa.
5 Maggio 2026
Il contesto n. 180
268 pagine
EAN 9788838949623
Formato e-book: epub
Protezione e-book: acs4