Un giallo dalla sofisticata precisione narrativa in cui non mancano colpi di scena, personaggi e atmosfere degni di un film di David Lynch. Il professore Aníbal Doliner viene trovato morto con segni di tortura in un angusto appartamento di una grigia Buenos Aires. Tante piste convenzionali si aprono per la sostituta procuratrice Silvia Rey che guida l’inchiesta, ma poi urtano come falene abbagliate contro un centro di mistero inscalfibile, che è insieme repellente e magnetico.
In un angusto appartamento di una grigia Buenos Aires viene ritrovato un cadavere, rigido da settimane e che porta segni di tortura. Appartiene al professore di biologia Aníbal Doliner, noto tra i colleghi del liceo per essere un tipo solitario, ai limiti della misantropia. Il caso si preannuncia alquanto inquietante, oltre che difficile, perché il professore era dedito a una insolita scienza, la teratologia, lo studio delle anomalie e delle malformazioni corporee, e vi si dedicava maniacalmente nel tentativo di produrre «mostruosità». Per l’indagine non basta dunque solo raccogliere indizi ed esaminare la lista dei testimoni, spesso personaggi singolari. Ma è necessario anche sondare, penetrare nell’enigma delle ricerche perverse della vittima. Come, quando, perché si procurava i suoi esemplari; soprattutto uno, un ragazzo albino, Copito, bello e delicato come un fiocco di neve, chiamato la Niña de Oro. E sono quesiti che conducono dentro mondi sotterranei in cui traffici, stregonerie, sesso e vite bizzarre si incrociano. Guida l’inchiesta la sostituta procuratrice Silvia Rey, affiancata con non troppa intesa dal viceispettore Osvaldo Carrucci. I due, l’inquieta Silvia e lo spavaldo Carrucci, incarnano con i loro caratteri la duplice logica dell’investigazione: tante piste convenzionali che si aprono, seguono il loro percorso, sembrano sciogliersi, ma poi urtano come falene abbagliate contro un centro di mistero inscalfibile, che è insieme repellente e magnetico. Pablo Maurette si rivela al lettore italiano un costruttore di trame vertiginosamente ingegnose, debitrici di una propensione al realismo magico con punte di orrore. La Niña de Oro è un giallo dalla sofisticata precisione narrativa in cui non mancano colpi di scena, personaggi e atmosfere degni di un film di David Lynch: le istituzioni non funzionano, la polizia ostacola le indagini, mentre il soprannaturale si insinua serpentino nel quotidiano. Nella Buenos Aires di Silvia Rey, i misteri possono essere risolti, ma non sembra esserci posto per la giustizia.
17 Marzo 2026
La memoria n. 1373
296 pagine
EAN 9788838949708
In libreria dal: 17 Marzo 2026Pablo Maurette (Buenos Aires, 1979) è laureato in Filosofia, ha un dottorato in Letteratura comparata e insegna alla Florida State University. Ha pubblicato saggi e romanzi su letteratura, scienza e storia delle idee, e collabora con diverse testate giornalistiche internazionali, tra cui «la Repubblica». Nel 2022 è uscito in Italia il suo romanzo Il tempo è un fiume.