Da uno dei più importanti paesaggisti e garden designer internazionali un romanzo pervaso di grazia e ironia che racconta – pagina dopo pagina, pianta dopo pianta – la fulgida anarchia di una famiglia profondamente unita e allegramente scombinata, sotto il segno burrascoso della zia più fragile e indomabile, Oriana Fallaci, a vent’anni dalla morte.
Esistono luoghi speciali, pervasi di storia e natura, terreno fertile per memorie collettive e visioni personali: laboratori di idee e di affetti che, come un lessico familiare fatto di terra e radici, fiori e mattoni, raccontano la vita di una famiglia. Questa è Piuca: «un giardino molto selvatico all’interno del quale si trovano accidentalmente due case abitate, per più generazioni, da una famiglia d’origine che oggi ha cognomi diversi pur rimanendo una sola: i Fallaci stavano nel regno di valle a Casole e i Perazzi in cima alla collina, o meglio nella Repubblica autonoma di Piuca».
Qui, nascosta sotto una vecchia rosa, riemerge – per caso e per destino – una cassa colma di reperti incredibili. È un tesoro che custodisce un kalashnikov accanto a un antico ricettario, il fazzoletto rosso di un partigiano insieme a bustine di semi rarissimi, taccuini gelosamente nascosti, fotografie segrete e una bambola dal cappellino bordeaux. A seppellire questa cassa leggendaria, miniera di aneddoti, era stata decenni prima Oriana Fallaci, nel podere in cui la sua famiglia affonda le radici più profonde.
Attraverso un’ostinata passione per questo luogo e per l’universo di piante e simboli che lo compongono, il nipote Antonio Perazzi ripercorre un paesaggio caparbiamente amato da quattro genera zioni, «il luogo ideale dove nascondere qualcosa e, forse, dove nascondersi». Tra lettere e arbusti, scatti ritrovati e fiori ribelli, la storia del Novecento si intreccia, in questo romanzo, al racconto autobiografico di una famiglia straordinaria, una stirpe di artisti inquieti e selvatici: dal prozio Bruno Fallaci scrittore come la moglie Gianna Manzini, alla madre Paola Fallaci, giornalista e fotografa, fino alla zia Oriana, la figura centrale di questa «autobiografia in giardino» che passa dal Chianti al Niagara, da New York al Vietnam, da Milano a Cuba, e incrocia personaggi memorabili come Fidel Castro e Gabriel García Márquez.
Antonio Perazzi ha scritto un libro intriso di grazia e ironia che racconta – pagina dopo pagina, pianta dopo pianta – la fulgida anarchia di una famiglia profondamente unita e allegramente scombinata, vissuta sotto il segno burrascoso della zia più fragile e indomabile: l’Oriana.
12 Maggio 2026
La memoria n. 1378
EAN 9788838949739
In libreria dal: 12 Maggio 2026Antonio Perazzi (1969), tra i più impor- tanti paesaggisti internazionali, ha scritto insieme a Pia Pera Contro il giardino (2007), e ha pubblicato Il paradiso è un giardino selvatico (2019), I giardini invisibili (2022) e La natura selvatica del giardino (2024).