Dalla Spagna alla Scozia Sylvain Tesson cerca le fate nella nebbia, nella pioggia, nella luce, nella roccia, nella notte, nel movimento, nel silenzio. Un’opera nuova dell’autore di Le foreste siberiane e La pantera delle nevi che fonde storia, rêverie, filosofia e contemplazione.
Il mondo di Sylvain Tesson è sempre una frontiera da attraversare: le steppe della Siberia, i sentieri himalayani, le foreste francesi percorse a piedi o l’arco alpino sugli sci. Questa volta, però, sceglie una lentezza diversa. Dal porto di Gijón, in Galizia, salpa con due amici su una barca a vela di quindici metri e segue il filo delle coste celtiche, dalla Bretagna alla Cornovaglia, dal Galles all’Irlanda fino alla Scozia, inseguendo non un’impresa ma una presenza, quella delle fate, e mettendosi in ascolto degli echi di Victor Hugo e di Shakespeare, di Omero e di Goethe, di Eraclito e di Céline. Le fate di Tesson non appartengono al folklore romantico, né alle leggende addomesticate per l’infanzia. Sono apparizioni fugaci e laterali, sopravvivenze del paganesimo europeo, incarnazioni di un rapporto con la natura che l’Occidente sembra aver dimenticato. Nelle baie battute dalla pioggia, nei pub dei porti, sulle isole spazzate dal vento, ai piedi delle scogliere aggredite dalle ma ree, il viaggio diventa allora una ricognizione spirituale che fonde storia, rêverie, filosofia e contemplazione.
All’avventura in mare si alternano, tra un porto e l’altro, lunghe escursioni a piedi nell’entroterra e sui promontori celtici da cui Tesson osserva incantato, e il lettore con lui, lo spettacolo della natura. Ogni sosta è l’occasione per immergersi nel mito e nelle epopee, dai monili di pietra alle spirali dei triskell, da re Artù a Merlino, fino al Graal. Lì dove il meraviglioso è all’opera, sentito come emanazione dello spirito del luogo, la fata agisce.
Con la precisione del memorialista e l’ironia del viaggiatore refrattario alle pose, Tesson costruisce un libro tra il diario nautico, il saggio poetico e il racconto di avventura. Ma soprattutto conferma un suo talento raro: trasformare il paesaggio in una forma di pensiero. Le coste atlantiche, qui, non fanno da sfondo, ma parlano una lingua antica.
7 Luglio 2026
Il contesto n. 181
200 pagine
EAN 9788838949982
In libreria dal: 7 Giugno 2026Scrittore, giornalista e grande viaggiatore Sylvain Tesson è nato nel 1972. Dopo un giro del mondo in bicicletta si appassiona all’Asia centrale, che visita frequentemente a partire dal 1997. Come autore esordisce nel 2004 con un racconto di viaggi, L’Axe du loup. Nel 2009 ha pubblicato con Gallimard Une vie à coucher dehorse nel 2011 è arrivato il grande successo di Nelle foreste siberiane (Sellerio 2012), che ha vinto il Premio Médicis 2011. Con questa casa editrice ha pubblicato anche la raccolte di racconti Abbandonarsi a vivere (2015) e Atlante della luce e dell'ombra (2025), Beresina. In sidecar con Napoleone (2016), Sentieri neri (2018), La pantera delle nevi (2020, diventato nel 2021 un film documentario diretto da Marie Amiguet e Vincent Munier) e Bianco (2023).
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