Max, Mischa e l'Offensiva del Tet

Max, Mischa e l'Offensiva del Tet

Traduzione dal norvegese di Maria Valeria D'Avino, Sara Culeddu
Titolo originale: Max, Mischa & Tetoffensiven

Romanzo mondo, vasto eppure intimo, ricco di eventi e personaggi a cui è affidata una limpida meditazione sul desiderio e l’assenza, l’appartenenza e la nostalgia.

«Harstad ha scritto un archivio della memoria umana. Un libro in cui si vorrebbe abitare per sempre».

Le Monde

Max, Mischa e l’Offensiva del Tet è stato pubblicato originariamente in Norvegia nel 2015 ed è divenuto negli anni un caso letterario. Romanzo mondo, vasto eppure intimo, ricco di eventi e personaggi a cui è affidata una limpida meditazione sul desiderio e l’assenza, l’appartenenza e la nostalgia. Ha vinto nel 2018 in Olanda il «Premio Europeo per la Letteratura», ed è stato celebrato dalla stampa tedesca come il più recente «grande romanzo americano» scritto da un europeo.
Max è un regista teatrale forse al termine della sua carriera. Vive e lavora negli Stati Uniti ma è nato in Norvegia in un sobborgo sulla costa, dove l’infanzia si è rivelata felice. Non ritorna a casa da de-cenni e ricorda l’estate del 1990, quando non ancora tredicenne è arrivato con la famiglia a Long Island, nello stato di New York. Qui Max è costretto a cominciare da capo, a trovare idee nuove e spazi in cui esprimersi, ad accogliere in sé una lingua attraverso cui comprendere e far propria la realtà. La solitudine sembra inevitabile ma poi arriva Mordecai, spericolato e seducente compagno di strada di affine sensibilità, e dopo di lui Mischa, una ragazza canadese creativa, aperta, inquieta e curiosa, più grande di sette anni, che assomiglia a Shelley Duvall. Poi c’è Ove, lo zio di cui nessuno ha più notizie, andato a vivere a Manhattan per inseguire il sogno di diventare musicista in America. Ma è finito in Vietnam, nella guerra sporca che ha spaccato il paese e il mondo, tra proteste, sostegno, risentimenti e sdegno.
Storia d’amore intrecciata a un racconto di trasformazione artistica e politica, epopea di una generazione che ha vissuto l’infanzia prima dell’era digitale, che scriveva lettere ai genitori dai campi estivi e guardava i propri film del cuore sulle ingombranti videocassette, Max, Mischa e l’Offensiva del Tet parla di sradicamento, della ricerca spesso frustrata di un luogo in cui sentirsi finalmente a casa; di chi è andato in guerra e di chi invece l’ha rifiutata; di donne che non hanno nostalgia di nulla, e dalle quali non ci si può separare. Più di ogni altra cosa, racconta con precisione e con grazia come si costruisce una vita compiuta anche senza una riconciliazione finale, perché non c’è mai una guarigione definitiva, non c’è mai un ritorno alle proprie origini, c’è solo l’atto ostinato di continuare a vivere, a creare, ad amare.

Autore

Johan Harstad (Stavanger, Norvegia, 1979) ha pubblicato il suo primo romanzo, Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?, nel 2005 (Iperborea, 2008). Sono seguite opere di grande successo come Hässelby (2007), il romanzo per ragazzi Darlah – 172 timer på månen (2008, vincitore del Brage Prize), Ferskenen (2018) e Under brosteinen, stranden! (2024). Accanto alla narrativa, ha scritto numerose opere teatrali tra cui Osv., premio Ibsen 2014. Lavora come grafico sotto lo pseudonimo lacktr, firmando spesso progetti legati alla mu sica e alle arti visive e le copertine dei propri libri.

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