Continuano le avventure esilaranti di Bertie Wooster e l’impeccabile maggiordomo Jeeves. In vacanza nel villaggio della zia Agatha, Bertie è sulle spine. Tra ex fidanzate, fidanzati gelosi, adolescenti combina guai e ingranaggi familiari da oliare, la sola speranza di uscirne salvi è sempre Jeeves.
Nei romanzi di Wodehouse, il bersaglio della sua irresistibile comicità è una certa aristocrazia inglese, una classe che vive senza vere preoccupazioni, muovendosi di cottage in cottage, scarpe costosissime e nessun contatto con il resto del mondo; ma soprattutto una classe senza la spina dorsale per affrontare il più insignificante dei problemi. Jeeves, da maggiordomo subalterno, è colui che smaschera questa inettitudine, che mette in ridicolo e manipola le loro esistenze a suo piacimento, concedendo loro soltanto l’illusione di essere padroni delle proprie vite. D’altronde non potrebbe essere altrimenti, perché quando il machiavellico valletto si mette in testa qualcosa, è impossibile distoglierlo dai propri propositi. E se ha deciso di andare in vacanza a Steeple Bumpleigh per dedicarsi alla pesca, il suo datore di lavoro Bertie Wooster potrà pure protestare, ma alla fine, per quanto tremi all’idea di trascorrere anche solo una notte nello stesso villaggio dell’odiosa zia Agatha, ci si ritroverà lo stesso. E nella peggiore delle compagnie. Tra i presenti ci sono infatti Florence, con la quale un tempo era fidanzato, e il suo nuovo promesso sposo, l’agente Cheesewright, che considera Bertie un rivale in amore. C’è poi l’insopportabile boyscout Edwin, che pur con le migliori intenzioni combina catastrofi una via l’altra. Senza considerare il suscettibile Ostrey Ostrichetti, magnate americano dei trasporti marittimi in visita oltreoceano per concludere un affare con lo zio di Bertie. Nel tentativo di oliare gli ingranaggi della famiglia, di favorire il corso del vero amore e di sfuggire a fidanzamenti indesiderati, il soggiorno di Wooster si trasforma presto in un incubo o, «come probabilmente lo definiranno i miei biografi, l’Orrore di Steeple Bumpleigh». La sola salvezza è nelle mani e nel cervello di Jeeves, l’unico in grado, dopo una notte di tempesta, di far sparire le nuvole al mattino.
Interrotto nel maggio del 1940 durante l’occupazione nazista della Francia, e terminato nel 1943 dopo una lunga prigionia in quanto straniero nemico, Un mattino di gioia non è semplicemente un concentrato di invenzioni linguistiche, descrizioni folli e precise, nomi parlanti e trovate esilaranti che incarnano l’essenza dello humour inglese. È soprattutto l’esempio perfetto della leggerezza di Wodehouse, una rassegna delle sue situazioni comiche predilette, concepite nel momento più tormentato della sua vita. Un raggio di pallido sole inglese in un mondo a tinte grigie.
14 Luglio 2026
La memoria n. 1386
400 pagine
EAN 9788838950056
In libreria dal: 14 Luglio 2026P.G. Wodehouse (Guildford, 1881-New York, 1975) è stato il più importante scrittore umoristico del Novecento. Della serie di Jeeves e Bertie Wooster Sellerio ha pubblicato Alla buon'ora, Jeeves! (2024), Grazie, Jeeves (2025), Il codice dei Wooster (2025) e Un mattino di gioia (2026).